Critici

 

Misticismo e riflessione: la voce della luna

RIVOLI - Nella suggestiva atmosfera di un chiostro, degna della spiritualità delle emozioni suscitate dalle sue opere, esporrà da sabato 3 settembre il pittore rivolese Giuseppe De Bartolo.

Il chiostro è quello della chiesa di S. Francesco in Susa ( piazza S. Francesco) e sinceramente non era possibile immaginare ambiente più consono per contenere ed esaltare la spiritualità e la poesia, soprattutto, dell'arte di De Bartolo.

Definito in più occasioni "Il Maestro del Colore" i suoi quadri raggiungono un così alto grado di liricità che si dovrebbe forse meglio dire "Il Poeta del Colore", sempre attentamente studiato nelle sue diverse rese, ma steso in maniera tale che è l'ispirazione del maestro a guidare la mano e non la sua bravura tecnica.
Il colore prevale sulla forma e sul disegno, ha un'importanza fondamentale che si è accresciuta con il tempo: infatti nelle sue ultime opere vi è meno forma e più colore, utilizzato al posto della linea per definire i contorni degli oggetti, che risultano sempre sfumati e quasi sempre immersi in una sorta di una mistica atmosfera. Inizialmente le sue opere erano realizzate con chine colorate; poi è passato all'uso di una tecnica mista utilizzando un impasto di colore, sabbia e colla, che dà consistenza alla sua pittura definibile quindi "materica".

Definizione questa, che però non si addice completamente perché non tiene conto del fatto che la materia passa in secondo piano rispetto al sentimento e alla ispirazione pura immediatamente percepibili. I titoli delle sue opere sono molto suggestivi e rimandano quasi tutti alla natura che è una delle sue muse ispiratrici insieme alla dolcezza dei canti gregoriani: Fuga di alberi, Girasoli, Oasi di cipressi.

Esaminando attentamente alcune realizzazioni di Giuseppe De Bartolo è quasi possibile percepire quella stessa aura che circonda le poesie di Leopardi, compare infatti spesso la luna e alcuni titoli si avvicinano alle liriche del poeta come l'Infinito. La sua pittura è una forma di elevazione dalla realtà, però, non una fuga. Il pittore fa propria l'esperienza del reale per poi elaborarla secondo i parametri della sua personalità e tutto questo giunge a noi con la massima spontaneità che non vuole elaborazioni estetiche o indugi compiaciuti del segno.

La sua esperienza come insegnante di grafica pubblicitaria all'Istituto Albe Steiner riguarda solo marginalmente la sua arte, che, come si è potuto notare ha ben altre fonti di ispirazioni. La mostra rimarrà aperta fino all'11 settembre il venerdì e i sabato dalle 16,00 alle 19,00, e la domenica dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 16,00 alle 19,00.

Cristina Balocco- Settembre 1994