Critici

 

ACC. S. Rita

Pur ancora giovane, il torinese Giuseppe De Bartolo sta già a cavallo tra l'ieri e l'oggi con una sosta in mezzo.
Il primo periodo trova De Bartolo su posizioni cromatiche di varia tonalità, in primo piano il soggetto, sempre figurativo ed i fondi a quadrettino di tonalità diverse (alla Vasarely, per intenderci) con sorprendenti effetti luminosi.
Poi vengono le chine, paesaggi e fiori, liberamente descritti, sorretti da un ottimo impianto grafico, filiforme e sinuoso. Per ultimo paesaggi (più montagne) resi matericamente con impasto sabbioso, indiscutibilmente vigorosi ma ancora senza una propria armonia.
L'artista c'è, noi preferiamo le prime opere e le chine, ma crediamo che la nuova visione verrà snellita da De Bartolo, che del resto non difetta di cultura, in quanto - secondo quello che ci ha detto - sente prepotentemente questa tematica, per portare alla superficie lo spirito della natura.
Le premesse ci sono. Personale nella saletta dell'Accademia Santa Rita (via Di Nanni 54).

Vittorio Bottino- Maggio 1976