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GIUSEPPE DE BARTOLO: "maestro del
colore"
Avevamo conosciuto, per la prima volta, l'anno scorso, nella serenità
che si gode nel borgo medievale di Avigliana, nella piccola ma
accogliente " Casa Dal Bò", il pittore Giuseppe De Bartolo, insegnante
di materie grafiche al 2° Istituto Professionale Statale per disegnatori
Grafici-Pubblicitari di Torino.
Ad un anno di distanza, la rivisitazione di alcune sue opere ci
fa dire che De Bartolo è "un maestro del colore". Questa la sintesi
della critica che esalta -a mio parere- l'artista dotato di talento,
studi ed esperienze sì da poter esprimere opere di alto livello
con tecniche diverse e temi fra i più congeniali ed attesi del
nostro tempo.
Non può sfuggire all'osservatore la limpida espressione del massaggio
pittorico, la creatività che concorre a far "vivere" il quadro
stesso. Enrica Seita, in occasione di una mostra a Rivoli nel
marzo '78, affermava che De Bartolo "dipinge la calma del reale"
ed evidenziava che "la spontaneità non vuole elaborazioni estetiche
o indugi compiaciuti del segno" di fatti, osservando l'opera "Bosco
incantato" la luce è tenue e l'albero spoglio che fa da protagonista
ci dona quies, poesia, emozione.
Nell' "Amore del silenzio" il supporto è dato dall'eclissi e il
blù di Prussia che avvolge gli astri non soffoca ma dà respiro
ad un umile cipresso che vive nell'immensità terra-cielo. Bellissime
fra le altre opere "Il glicine" e "L'impalpabile" ove la natura
ci coinvolge in un abbraccio vivificatore e "felicitante".
Della breve intervista con De Bartolo ricordo, pertanto, la sua
interessante confessione di essere "ricercatore di silenzio interiore"
per cui la sua pittura "è il frutto di una forma mentis"; anche
questa soggettiva leva-forza offre un contributo all'arte intesa
come universale valore.
Francesco Esposito - Giugno 1991
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