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GIUSEPPE DE BARTOLO: ricercatore di
silenzi
Il messaggio del critico d'arte dev'essere chiaro, immediato,
coinvolgente ed è con vivissima ammirazione che torno a parlare
del Prof. Giuseppe De Bartolo senza nascondere l'entusiasmo per
il richiamo della "Pugliesità" che accomuna i nostri natali.
E' pittore riservato, umile, ma di grandi capacità espressive;
è un Maestro del colore dotato di spontaneità e soprattutto di
spiccata originalità.
E' fra i più innamorati artisti della natura e la sua vitalità
esistenziale è in sintonia con la bellezza dell'universo del quale
l'uomo è il legislatore.
C'è, forse, una segreta finalità nella sua Arte: quella di additare
al cittadino del "global village" una forza che lo rende migliore,
che gli dà un senso alla vita (assieme ad altri valori), parlo
della potenza catartica dell'Arte.
La "personale" aviglianese ha per tema "I fiori semplici" e non
è soltanto il botanico, o il critico d'Arte ad esaltare la bellezza
di mille corolle diverse, ma tutti coloro che amano lo splendore
floreale e che apprezzano la stessa natura.
Come non fermarsi davanti al dipinto "I girasoli"? Van Gogh ne
evidenzia con genialità irripetibile la vivace raggiera dei petali,
De Bartolo, invece, ne esalta, con tecnica diversa, lo splendore
solare.
La vena creativa espressa fra "sovrani silenzi" non si depaupera
nei dipinti dei fiori semplici, che noi abbiamo spesso visto con
superficiale curiosità, ma è pur vivificata dal tocco divino dell'Artista
che sa dipingere ed immortalare.
Francesco Esposito - Gennaio 1992
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