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Il senso dell'infinito nei dipinti
di Giuseppe De Bartolo
Un'attrattiva particolare ha offerto la "Personale" di Giuseppe
De Bartolo, per la spiritualità che è riuscito a ridestare nel
sacro luogo benedettino.
Proprio nell'Abbazia di Novalesa, nella Sala delle Esposizioni,
ben 24 opere hanno animato (dal 5 al 26 luglio u.s.) quel lembo
di Paradiso con una vitalità che solo l'arte dei colori sa offrire.
"Il nostro Artista - ha affermato il Padre Priore Giovanni Lunardi
- alla ricerca di valori planetari, punta l'occhio verso il cielo
e scopre l'Universo".
Il linguaggio pittorico di De Bartolo è, di fatti ricco di creatività:
a rendere più espressivo il tema si avvale di elementi materici,
di assemblaggi e l'attento osservatore è preso da viva emozione.
Ogni dipinto è un messaggio di bellezza che rende più vicina la
grandezza e lo splendore astrale dell'Universo infinito.
Nelle Arti visive le intuizioni più originali danno slancio al
binomio forma - contenuto e sollecitano l'armonia al rapporto
vigore cromatico - intensità espressiva. Questa dominante artistica
è nelle opere di De Bartolo.
Il percorso pittorico, pertanto, trova il filo conduttore nella
gloria di Dio e nella luce della fede ed Emma Proto, moglie di
De Bartolo, prorompe in questo concetto: ""Signore, a Te volgo
il mio grazie profondo perché hai pensato ad un uomo che umilmente,
con la sua Arte avrebbe donato ai suoi figli un po' di luna per
lodare il Tuo nome".
La luna infatti è la silenziosa, argentea consigliera che accende
la tavolozza del nostro Artista e lo entusiasma a volare nel Creato.
Francesco Esposito - Luglio 1997
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