Critici

 

Giuseppe De Bartolo: dalla terra al cosmo

L'azzurro del cielo, i colori della terra si mescolano alla sabbia, alle pietre diventando quasi palpabili, reali a testimonianza della forza creativa dell'individuo.
Avvolto nell'elegante cornice del parco della Tesoriera, lo spazio espositivo di Giuseppe De Bartolo si apre come uno sguardo che, partendo dalle forme dell'universo fisico, arriva a toccare l'universo spirituale: l'animo umano.
"Dipingo dal 1977- spiega l'artista -. Ho cominciato a lavorare sul tema della natura e partendo dagli elementi della natura, sono passato ad osservare il cosmo e l'infinito.
Nei miei ultimi anni ho utilizzato la sabbia del mar Morto, come un ritorno alle origini terrene dopo un'importante evoluzione". Quelle dell'artista rivolese sono tutte opere di grande intensità espressiva e comunicativa: attraverso l'essenzialità di colori e materiali, che conferiscono alle tele un aspetto tridimensionale l'osservatore si sente totalmente coinvolto da quel mondo totalmente sospeso fra emozione e bellezza.
"Il colore non è solo materia pittorica - afferma Francesco Esposito nel presentare l'artista -, ma riesce a far brillare di vitalità sacra tutto il lavoro di De Bartolo".
"A mio parere è un'esposizione di arte sacra sotto tutti gli aspetti - dice la pittrice Maria Spinelli -: basta pensare a quelle opere dipinte con la sabbia del mar Morto e al tema biblico ricorrente per capirlo". Una frase che accompagna l'osservatore durante il percorso artistico della mostra ,sottolineando i valori determinanti nella realizzazione di ogni quadro e nella ricerca del pittore".
Predominante nella ricerca di De Bartolo e anche il segno circolare che rievoca il cosmo, la continuità della vita ed è presente soprattutto nelle ultime sette opere, quasi a sottolineare l'unione nello spirito della fede.
"Tutti i mie lavori hanno per me un fortissimo valore affettivo - ammette l'artista - Amo, però, particolarmente "Il grande deserto", un quadro che per me significa molto.
L'osservatore è spinto ad andare al di là dell'estetica del dipinto; non si trova di fronte ad una forma d'arte fine a se stessa. "Mi ha molto colpito il mistero cristiano della natura - afferma Marco Del Mastro -; un albero che, visto da lontano, sembra un uomo sofferente. Penso che esprima il deserto all'interno dell'animo umano". "Io sono stata affascinata dai colori - dice Bruna Colombo -.
Sono molto particolari e ho notato una differenza fra i quadri: gli ultimi sono più introspettivi".
De Bartolo ha compiuto un viaggio spirituale ed artistico lasciandone sulla tela una traccia indelebile: una fusione armonica di fede, colore e musica.

Simona Ferrero - Maggio 2000