Critici

 

I quadri di De Bartolo

Indubbiamente la poesia di San Francesco esercita sempre un fascino particolare sugli artisti: ormai è diventato un traguardo allettante per i pittori poter esporre nel chiostro della chiesa di S. Francesco, qui, in Susa.

Dopo la presenza di firme illustri negli scorsi anni, dopo il ritorno nei mesi scorsi di Pellizzon, è ora la volta di Giuseppe De Bartolo, il quale espone dal 3 all'11 settembre.
Una realtà, quella che il De Bartolo affronta, sempre tradotta nell'arcano del simbolo, dove, a volte, è necessario il titolo per guidarti all'interpretazione. Ma la robustezza di certe figurazioni è veramente eccitante.
Anche il colore abbonda, a volte, di cariche estreme, di tonalità impensate e sconvolgenti: ne nascono composizioni bellissime e di particolare effetto.

Se a quella che potremmo definire la categoria lirica appartiene la maggior parte dagli acquerelli, da quell'essenziale "L'Albero" all'arcano "Il mistero Cristiano nella natura", a quell'agilissimo "Stormo", alla esaltazione materica possiamo aggregare tutte le composizioni dove l'olio fa massa con gli altri elementi e crea rilievi e sbalzi di rara forza, come in quel "Rapimento estatico" dove una timida luna (componente dominante nella pittura di De Bartolo!) sembra stia per annegare in un mare di ribollente pece, od in quell'arcano "Volata finale", dove rapidi bagliori cromatici ravvivano l'oscurità del fondo.

Una pittura di non facile lettura specialmente per chi non è iniziato in certe moderne espressioni artistiche. Una pittura, comunque, questa di Giuseppe De Bartolo che merita di essere osservata e gustata: e pensare che riesce anche a farci pensare.

g.f. - Settembre 1994