Critici

 

“l’uomo pone un termine alle tenebre
E fruga fino all’estremo limite le rocce nel buio più fondo”


la ricerca della sapienza nell’arte vive all’ombra della fatica affannosa dell’uso dell’intelligenza, un moto autentico dal quale Giuseppe DE BARTOLO si sente chiamato a rendere conto alla sua creazione, al suo esprimere con la forza insostituibile della fantasia tutto il suo amore per il sapere ed il conoscere dell’universo.

L’intelligenza, arma meravigliosa della conoscenza, si perde nell’infinito cosmo, coglie nel suo silenzio il piacere del bello e del divino, cammina con la sapienza dalla quale trae tutta la linfa della bellezza e della musicalità dell’infinito. Il nostro autore plasma i doni della terra (le sabbie), mutandone il loro colore, facendoli vivere di quella luce che la preghiera ha resi vivi: ecco che l’arte si veste di un manto di stelle che illumina tutto il creato. L’arte diviene musica, diviene vita, spazio infinito, atto d’amore che DE BARTOLO offre a se ed all’intera umanità. L’intelligenza diviene allora l’anima, il fiato vitale dell’opera: tutto muove e diviene animato dalla sapienza di condurre tutto e tutti alla perfetta conoscenza dell’anima.

Il colore, strumento primario dello stato d’animo dell’artista esprime, senza ammissione d’ambiguità, tutto l’essere del creatore e la capacità dell’artista è di ordinare tutte le cose per disperderle nel mare della vita sapendo che ogni goccia, ogni più piccola goccia è dono di quel Dio che tutto ha posto nelle mani della nostra intelligenza dandole il potere di tramutare l’arte in sapienza.

G.Z. - Settembre 2002