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L'ESPRESSIVITA' TECNICA, CHIAVE E
MEDIATORE DI MESSAGGI
“…ma il percorso è lungo, molto lungo, altri pianeti ed
esperienze ti attendono…” Con queste parole si concludeva la
precedente presentazione delle opere di De Bartolo e l’autore è
stato di Parola.
Servendosi di nuovi accorgimenti tecnici: uso diverso della
sabbia, variazioni di tono dei colori, impiego della cera egli
si serve di queste nuove espressività tecniche come veicolo e
mediazione dei suoi messaggi, che conseguono indubbiamente ad
una maturazione artistica (“gemiti dell’universo” 1997).
L’Attenuazione del colore ci sembra un nuovo modo di
interpretare i fenomeni, un tono più pacato per fare delle
considerazioni esistenziali; l’uso della cera, materiale
aggregante per eccellenza dà il senso della malleabilità e della
trasparenza, colma una lacuna importante della sua comunicazione
artistica: le figure, la materia, gli astri ci paiono in questo
modo più accessibili e più umani e sembrano così cercare nella
luna (“silenziosa, argentea, consigliera” 1998) un orientamento
preciso ed una dimensione più realistica.
E questa disciplina “cosmica” e questo ordinamento ce li dà la
(“croce cosmica” 2000) con i suoi punti cardinali vero
riferimento per ogni categoria umana e professionale e
artistica.
L’autore è vissuto per anni nel (“grande deserto” 2000) e si è
allontanato momentaneamente dal mondo e dal consumismo, ma ha
trovato la forza per rientrare nella realtà col fardello della
cosmicità ed una disponibilità umana ancora maggiore. Una
citazione particolare meritano le figure angeliche che nelle sue
opere compaiono spesso e volentieri, con dolcezza ma anche con
beata aggressività (“tra le stelle, nel cosmo” 1997): gli angeli
sono delle staffette fra Dio, il cielo e l’umanità, portatori di
messaggi come dei segugi che De Bartolo ha sguinzagliato in ogni
parte, alla ricerca di quei destinatari che si sono allontanati
da quella “croce cosmica”, il vero carrefour delle umane
tendenze spirituali.
Un augurio personale all’amico De Bartolo: non fermarti, non
esitare, non stagnare più nell’aridità dei deserti, guarda
avanti armato dei tuoi strumenti artistici vecchi e nuovi,
cavalcando il dorso dei tuoi cavalli alati, gli angeli della
comunicazione e della diffusione della parola divina di cui le
tue opere sono meravigliosamente impregnate.
Franco Lesca - Ottobre 2004
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