Critici

 

MATERIA E SPIRITO GENERANO EMOZIONI

Giuseppe De Bartolo, 58 anni, è in pensione dallo scorso anno, ma dipinge fin dal 1975. Negli ultimi 25 anni aveva insegnato materie grafico artistiche all’Istituto per i servizi della pubblicità Albe Steiner di Torino. Dal 23 luglio espone i suoi quadri a Condove (fino al 1° agosto, nell’antica chiesa di San Rocco dove da pochi giorni, fa bella mostra di sé - funzionante con la campana che suona le ore, dopo la messa a punto avvenuta grazie a volontari - il meccanismo dell’orologio che un tempo muoveva le lancette sul bel campanile romanico. L’ingresso alla chiesa è suggestivo, grazie al colpo d’occhio che permette al visitatore di sentirsi trasportato in un percorso di rocce, sabbie e lune dagli effetti cromatici molto forti. Non vi sono solo i quadri a coinvolgere i sensi, perché la visita è accompagnata da un sottofondo di canti gregoriani, mentre un cero acceso, posato su mattoni, vicino al suolo, evoca simboli di salvezza e di sapienza. Ciò che stupisce a prima vista il visitatore è la materia prevalente con la quale sono realizzati i quadri. Si tratta di sabbia e cera, mescolate a colori, che sembrano quasi un connubio tra pittura e scultura. Perché proprio la sabbia e la cera?, chiediamo a De Bartolo. “Perché sono due elementi in contrasto fra loro, pesante il primo e leggero il secondo, che ben si prestano a rappresentare l’equilibrio tra la materia e lo spirito”. Quindi al di là dell’effetto cosmico che si avverte attraverso i suoi quadri, c’è l’intenzione di suggerire un oltre. “Si, nelle mie voglio presentare la potenza della materia e la sapienza dello spirito e introdurre l’osservatore nel mondo oltre il silenzio, dove parla solo l’anima”. Cosa rappresenta la luna, presente ovunque? “E’ una presenza silenziosa, argentea e consigliera. Il mio poeta preferito è Giacomo Leopardi che offre più di uno spunto sulla luna”.

La selezione di sabbie dai colori desiderati - ve n’è anche una dal colore cangiante - proviene per ora dal Medio Oriente e dall’Africa. Quelle del mar Morto e del mar Rosso sono fra le più adatte, insieme ad alcuni tipi provenienti dal Marocco e dal Kenia. Ma come se le procura? “Semplicemente tramite gli amici e i famigliari che fanno viaggi in quei paesi”. E’ la provenienza della materia prima a ispirare i soggetti e le forme dei quadri? “Senz’altro. I temi sono infatti legati - lo dicono i titoli - alle Orme del deserto e ai Miraggi”.

Sembra di intuire attraverso la pesantezza e la aromaticità della materia che catturano l’occhio, emozioni estetiche e spirituali. Ed anche immagini siderali che portano lontano. Ma c’è ancora un’osservazione che nasce dalle diverse forme dei quadri stessi, che hanno archi a tutto sesto, a sesto acuto, ad arco arabo, fino ad arrivare ad una ardita circonferenza. Cosa vogliono dire? “Richiamano il passato storico-artistico e il continuo divenire del moderno che su queste orme dell’antico si sviluppa”.

Ricordiamo che Giuseppe De Bartolo è stato recensito, fra gli altri, da Bolaffi Arte, La Stampa, la Repubblica, Promotrice Belle Arti di Torino, La Nazione. Recentemente ha esposto al Castello reale di Covone, al Parco della Tesoriera di Torino, alla Biblioteca Civica di Carignano, alla Galleria Le Logge di Assisi.

Ips (Angelo Lupo) - Luglio 2005