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BUONCONVENTO 03.07.08
Alla presenza di S. E. Mons. Michelangelo Tiribilli e
dell’Ass. alla Cultura e Turismo Angelo Cappuccia, è stata inaugurata
nella Sala delle Colonne del Palazzo Comunale di Buonconvento, in
occasione della Festa dei Santi Patroni Pietro e Paolo, la personale di
Giuseppe De Bartolo “Il silenzio si fa opera d’artista”. Non soltanto
una mostra di pittura, ma un viaggio nell’anima. Alcuni artisti
conservano lo stesso modulo inventivo, ripetendosi in uno stile che li
fa diventare privi di mordente e di fascino, come se si fossero
bloccati in un labirinto senza uscita. I dipinti di Giuseppe De
Bartolo, pur conservandosi fedeli alla prima lettura della sua arte, al
suo mondo poetico, ai colori ed agli elementi della natura, si
proiettano, oggi, oltre la semplice e diretta visione dei soggetti,
verso il cielo alla ricerca di quella fonte di energia che li nutre, li
fa crescere e vivere. Sabbia scura di vulcano, del mar Morto, dei
pressi di Gerusalemme e, poi, zolfo, china ed oggetti utilizzati nel
quotidiano, fanno parte della tecnica tanto innovativa quanto raffinata
dell’artista ed invitano il visitatore alla riflessione,
all’interiorità e, quindi, alla contemplazione ed al silenzio. Le sue
opere nascono dalla vena poetica simile ad una partitura segreta, che
si fa poi luce e prende chiarezza, passando dalla mente alla mano.
Davanti ad una sua tavola, si possono socchiudere gli occhi e sotto il
buio delle palpebre possiamo vedere le scie luminose, le guglie di una
cattedrale, il fremito di un’emozione, il leggero soffio di un paio di
ali d’angelo, il peso della Croce che ognuno di noi porta nella propria
esistenza, ma che si fa più leggero volgendo lo sguardo verso il cielo.
E’ evidente che, dietro i dipinti esiste il personale mondo, colorato e
vitale, dell’autore: come un disegno coordinato per cui gli stessi
diventano episodi di una storia vissuta anno dopo anno, giorno dopo
giorno, capitoli di quel vasto componimento che è la vita. Nato a
Terlizzi, classe 1947, già a diciotto anni De Bartolo partecipa alla
sua prima mostra collettiva. Trasferitosi in Piemonte, dove ha
insegnato grafica pubblicitaria e discipline artistiche presso
l’Istituto “Albe Steiner” di Torino, e dove vive tuttora, svolge
l’attività artistica dal 1975, collezionando numerosi e prestigiosi
premi e riconoscimenti critici attribuiti alle sue opere. Non si
comprende la pittura del De Bartolo se non si avverte il suo amore per
la vita quale dono di Dio che, spiegato con immediatezza nella sua
arte, diventa una proposta di soluzione a certi problemi e la realtà
riprende vita e calore con le sue pennellate e le sue composizioni che
ci additano la dimensione della purezza della natura, del respiro
disteso, della profondità delle forme unendo contemplazione e realtà.
L’artista ci restituisce tutte queste emozioni con la sua intensità
cromatica, attraverso improvvise accensioni, con spazi da costruire e
poi delimitare come se, per arginare il suo profondo desiderio
dell’Alto, sia costretto a chiudere, a circoscrivere i suoi sentimenti
nei confini di una tavola, apparizioni che non divengono presenze ma
che infondono speranza. Si “sente” la tensione dell’uomo-artista che
spazza via ogni possibile mistificazione sulla sua certezza che
nonostante e contro tutto c’è una ragione se siamo vivi, se l’universo
ci circonda e ci abbraccia, se tutto è così ed allora, dentro di noi,
proviamo la sensazione che le fratture potranno colmarsi ed il silenzio
vincere le voci assordanti dei media. Perché il silenzio è preghiera,
che penetra nel cuore di Dio e nella mente degli uomini. Perché il
silenzio ci parla di Lui ed il Suo splendore riempie l’universo di una
luce, che è speranza per la gente disperata e per tutti.
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