Critici

 

De Bartolo all'abbazia di Novalesa

NOVALESA - L'Abbazia dei S.S. Pietro e Andrea di Novalesa, ospita nella nuova sala mostre, la personale del pittore rivolese Giuseppe De Bartolo.
La mostra - che sarà inaugurata sabato 5 luglio, alle ore 16.30, presenti l'artista ed il Priore dell'Abbazia, padre Giovanni Lunardi - si protrarrà fino a sabato 26 luglio. Giuseppe de Bartolo considera la sua "un'arte contemplativa, in quanto l'arte passa attraverso il cuore, non nella mente".
Profondamente cristiano, l'artista, nelle sue opere dialoga con il divino, mediante la trasposizione della sua fede nella materia che plasma, creando quadri che indagano sull'universale mistero della vita.
"La presenza di Dio - continua l'artista - è nella sostanza del cosmo, è dentro, nella materia, è immanente. Un dialogo, dunque, continuo e serrato tra la materia e lo spirito, che non possono mai essere disgiunti, nel tentativo di comprendere come l'umana sofferenza, non sia altro che il veicolo necessario per contemplare il divino. Un valore, questo, che è sempre presente in ognuno di noi e che si esalta, solamente, attraverso una sincera fede.
Il Priore dell'Abbazia di Novalesa, padre Giovanni Lunardi, ci ricorda come "…l'arte, quella autentica, nasce e fiorisce là dove c'è un clima di silenzio che solo permette di ritrovare se stessi e, prima di tutto, di contemplare Dio e le meraviglie che egli ha disseminato nella natura".
In questo contesto architettonico, così ricco di storia e di religioso silenzio, si inseriscono a pieno titolo il lavori di Giuseppe De Bartolo. Una instancabile ricerca artistica, proiettata verso il cielo ad indagare i misteri dell'universo, riportandoli, infine, sulla tela, attraverso la mediazione del colore e della luce.
Per colore che amano l'arte, questa è un'occasione importante per poter fruire non solo delle emozioni evocate dai quadri del pittore De Bartolo, ma anche per immergersi nel silenzio ancestrale dell'Abbazia di Novalesa, un fondamentale luogo di culto, dove ritrovare le basi per dialogare più profondamente con se stessi.

M.S. - Luglio 1997