Critici

 

De Bartolo Giuseppe

Alla Pro Loco, Palazzo Vittone di Pinerolo dal 22 al 30 gennaio espone Giuseppe De Bartolo, un giovane artista che crede nella materia, e ci crede spiritualmente.

Dandosi a dipingere in pieno abbandono alla sua sensibilità crea una nota di dolce elegia, trasfigurando i fiori e le montagne con i dipinti materia-sabbia, colla, gesso e naturalmente oli attraverso i quali riesce a filtrare singolari e suggestivi accordi cromatici, impalpabili attraverso lo spessore della composizione.

Ma dove il pittore ritrova oasi tranquille per la sua meditazione è nei paesaggi a china colorata, costruiti d'istinto per cavare un luogo immaginato o sognato. Sono sufficienti pochi segni sul colore a spruzzo per far nascere quegli alberi spogli, emblema dell'uomo, da lui resi con spontaneo slancio, con acuta percezione e lirica emotività.

Una fuga prospettica di segni gestuali che ci trasportano in un mondo irreale. Alberi solitari come poesia che eleva, come musica caratterizzata da maestria d'esecuzione. Idealisticamente penetranti i suoi fiori secchi.
I colori elevano il gusto del vedere e del sentire, sono il segno del suo idealismo penetrante, sviluppano le severità essenziali delle cose e non potranno mai passare inosservati come non potranno mai scendere a patteggiamenti.

Perché, insieme alla grafia, sono la sua forza; perché ritroviamo, come negli alberi spogli, realtà e desiderio di irrealtà, malinconia spontanea e nello stesso tempo meditata, interiorità e grazia.

Antonio Oberti - Gennaio 1977