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Le forti senzazioni della pittura di
Giuseppe De Bartolo
Sono rimasta sconcertata quando mio marito, il pittore Giuseppe
De Bartolo, mi ha mostrato le sue nuove creazioni; forse perché
sono addormentata da un’aridità terrena che mi svilisce e non
mi fa più provare forte sensazioni.
Sono proprio queste "forte sensazioni" che deve sentire il "lettore"
che apprezza i dipinti di De Bartolo: deve aver vissuto la fede,
l’angoscia, la gioia, il dolore, la serenità, il tormento, la
mitezza, la debolezza, la sicurezza, l’amore, il rimpianto, la
speranza. Solamente dopo questo vissuto si può penetrare e capire
l’animo del pittore.
L’artista crea un mondo reale nell’irreale in cui la sua anima
vaga alla ricerca di una luce perenne; egli entra nel quadro con
tutto se stesso e ne esce a volte sconfitto, a volte vittorioso
perché, mentre opera, vive tutte le emozioni che il pennello e
le sue mani esprimono vibrando sulla tela.
Non sono certo un’esperta nell’arte pittorica ma ho cominciato
ad apprezzarla scoprendo anno dopo anno il travaglio creativo
dell’artista De Bartolo che vive per le sue creazioni. Oggi, la
sensazione che provo "leggendo" un suo dipinto è quella di percepire
il sussulto emotivo dell’autore che ha creato un mondo tutto suo
fatto di astri vertiginosi, di ali che volano là dove tutto è
pace, di nodi di speranza. Il tutto è coronato da un interseco
di colori ora molto violenti, ora tenui che simboleggiano un rapporto
con la vita a volte violento a volte tenero. "Effonde il mio cuore
liete parole,
io canto al Re il mio poema,
la mia lingua è stilo di scriba veloce"
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