Critici

 

De Bartolo: il colore e lo spirito

Quando un artista riesce nelle sue opere ad esprimere lo spirito al di là delle infinite forme specifiche e concrete, è riuscito ad esprimere tutto se stesso nella completezza. È questo che si nota dalle tele di Giuseppe De Bartolo, che ha presentato le sue opere al pubblico venerdì 31 nella Sala delle Cerimonie del Palazzo Civico di Rivoli.

De Bartolo nasce a Terlizzi nel 1947; attualmente risiede a Rivoli ed è un insegnante di grafica pubblicitaria e discipline artistiche presso l'istituto "Albe Steiner" di Torino.
Svolge attività artistiche dal 1975, esponendo in mostre personali in molti luoghi del Piemonte. Nelle sue opere si riesce a vedere, come da una pellicola di un film che scorre, tutta la sua vita, le sue emozioni e le sue angosce, proiettate sulla tela con grande talento e capacità di mimesi, quasi l'opera rappresentasse il tentativo da parte dell'artista di oggettivare i suoi dubbi, le sue perplessità dopo averli visti prendere materia dalle sue mani.

"Sono rimasta sconcertata quando mio marito, così scrive Emma Proto, moglie di De Bartolo, mi ha mostrato le sue nuove creazioni; forse perché sono addormentata da un'aridità terrena che mi svilisce e non mi fa più provare forti sensazioni. Sono proprio queste "forti sensazioni" che deve sentire il "lettore" che apprezza i dipinti di De Bartolo: deve aver vissuto l'amore, il rimpianto, la speranza. Solamente dopo questo vissuto, si può penetrare e capire l'animo del pittore.

"Sicuramente l'opera di De Bartolo affascina e turba nello stesso momento: affascina perché la sua arte è concepita come espressione concreta ed analogica dell'idea, con tutto quell'umano magma che sono i sentimenti, a volte confusi. Dalle sue tele emerge l'incontro e la fusione tra gli elementi della percezione sensoriale ed elementi spirituali; ma turbano i suoi artefatti, perché l'occhio dell'artista è giunto lontano ad esplorare mondi sconosciuti, è andato alla profondità dei suoi pensieri, quasi succhiandone avidamente le loro radici.

Suscita invidia De Bartolo perché ha saputo ascoltare dentro sé, ha saputo vivere nella pienezza tutto ciò che c'è nella vita di un uomo di più doloroso, di più felice, di più spirituale; ed è qui che arriva la sintesi tra il visibile e l'invisibile, tra il sogno e la vita, concretizzato nella materia che sembra prendere vita in quegli impasti di sabbia, colla e gesso uniti al colore, a volte pallido a volte acceso, che sembra giocare ambiguamente sulla terza dimensione. È questa l'incredibile capacità di vedere senza vedere di De Bartolo.

Cinzia Ravallese - Giugno 1996