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De Bartolo: "Nel segno della Luce"
La personale dell’artista rivolese Giuseppe De
Bartolo “Nel segno della Luce” aperta fino al 3 ottobre presso
il Salone aulico della Biblioteca Civica Villa Amoretti a Torino
presenta opere d’indubbia maturità. Tema della mostra è la Luce
come metafora d’interiorità, interpretazione dell’anima. Olii,
acrilici e smalti stesi con la sabbia, i materiali prediletti
dall’artista che utilizza il calore del rosso e degli aranci, la
luce degli azzurri-turchese e dei gialli bruciati per esprimere
un sole tutto interiore.
“I sentimenti
che provo ogni volta che inauguro una personale”, spiega De
Bartolo, che vanta un ricco percorso artistico dagli anni
d’insegnamento presso l’istituto Steiner di Torino ai premi
nazionali ed internazionali, alle numerose esposizioni,
“posso forse elencarli come un passaggio di gioia, malinconia,
speranza, gratitudine, fatica, serenità, affetto, attesa,
fiducia… ma i sentimenti da soli non dicono tutta la verità
della mia esperienza, non basta conoscere e vedere i colori per
saper dipingere, occorre altro. Così per leggere questo momento
occorre riordinare i colori dei sentimenti sulla tavolozza che è
la mia vita”.
La mostra offre
momenti di sospensione e silenzio in cui la materia e il
colore danno forma a pensieri e concetti, attraverso uno stile
informale fatto di sabbie raccolte da De Bartolo durante i suoi
viaggi nei deserti: “La grande ricchezza del deserto”,
dice il pittore, “è la solitudine, la gioia della solitudine,
il silenzio: un silenzio vero che invade tutto l’essere, che
parla all’anima con una forza meravigliosa e nuova, non certo
conosciuta da tutti. Nel deserto s’impara a distinguere il
silenzio interiore, il silenzio dell’anima”.
La sua pittura
di pensiero coglie il calore, la luce e l’energia dei deserti
dove lo spettatore può immergersi completamente, come di fronte
a “Luce viva nel Deserto” o all’opera di punta della mostra “Il
Sole calando sulla pianura di Esdrelon” in cui il giallo
abbagliante delle sabbie del deserto lascia intravedere la
sagoma retta di un Angelo. La componente spirituale è
fondamentale nel percorso artistico di De Bartolo: “Isolare
l’uomo dalla sua espressione spirituale”, spiega l’artista
rivolese, “significa ridurlo alla condizione animale, così
come isolare l’arte dall’uomo significa astrarla nel regno dello
spirito, dimenticando il suo spessore materiale in cui l’Arte,
come l’uomo, prende forma e figura. L’Arte”, spiega, “è
qualcosa da donare agli altri: significa donare competenze,
tempo, trasmettere passioni, comunicare entusiasmo. L’Arte è il
volontariato culturale, è intuizione, trasfigurazione,
contemplazione”. Un pittore può diventare così “sacerdote
dell’arte”, “strumento dell’arte”. “Molto prima che una forma
diventi visibile ed acquisti realtà, essa esiste già come
idea/immagine, quindi l’immagine originaria di un’opera d’arte è
spirituale”.
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Barbara
Stabielli - settembre 2007 |
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